Il solo aspetto della propria condotta di cui ciascuno deve rendere conto alla società è quello riguardante gli altri: per l'aspetto che riguarda soltanto lui, la sua indipendenza è, di diritto, assoluta. Su sé stesso, sulla sua mente e sul suo corpo, l'individuo è sovrano.

lunedì 23 maggio 2011

Aiuto i marziani!

Abbiamo un dubbio fortissimo: desiderare un'elezione ogni anno, oppure guardarcene bene?
Le ragioni a favore della prima ipotesi sono che, in occasione di qualsiasi tornata elettorale, vengono portati a termine lavori pubblici che duravano oramai da anni, come nel caso della metropolitana milanese - il costo di tali lavori, in totale 6 fermate spalmate su 2 linee, in altri paesi avrebbe permesso la costruzione almeno, dico almeno, di un'intera nuova linea -  viene rifatto l'asfalto delle strade, si manutenziona ciò che da mesi giaceva in stato d'abbandono... c'è in generale un generale senso di efficienza non avvertibile in altri periodi.
Efficienza che, tra l'altro, dovrebbe essere la norma quotidiana.
D'altra parte assistiamo anche a una profusione di promesse e di idee che mettono in risalto il senso dello humor di  chi, quelle idee, partoirisce. E questa è la ragione per cui potremmo propendere per delle elezioni con campagna elettorale muta: se non altro per proteggere il nostro apparato uditivo.
Ma deve trattarsi di esseri appena atterrati sul pianeta Italia, esseri che fino a questo momento non hanno vissuto da noi e sopratutto non hanno mai avuto a che fare con il governo della cosa pubblica.
Non c'è altra spiegazione. Deve essere così. D'altra parte, solo guardando i completini della signora Moratti o la strana lingua parlata dal signor Bossi, si capisce che hanno vissuto nei dintorni di Marte  fino a pochi giorni fa.
Scherzi a parte, tutto ciò nasconde l’amarezza di chi è costretto a sentire i proclami alla nazione, le promesse da cioccolataio, le sparate tipiche di questo periodo.
Quando l’attuale sindaco della mia città ha esordito dicendo che depotenzierà l’ecopass, il balzello che tutti coloro che guidano un veicolo devono pagare per entrare nella cerchia dei bastioni, quindi in centro, mi sono chiesto il perché una tale folgorante idea non le sia venuta prima: come se non avesse governato la città in questi anni del suo mandato. E poi mi sono detto che era uno dei punti forti del programma della giunta Moratti, stravoluto dall’attuale sindaco, e che doveva rappresentare il toccasana per lo smog e il traffico di Milano. Però adesso lo vuole depotenziare tutto a discapito dei pendolari, cioè di tutti coloro che in centro ci lavorano, e guai a toccare il lavoro a Milano. Avete mai provato a passeggiare per il centro dopo le 19:00? Se si ha fortuna si possono incontrare, non nell’ordine, 4 gatti, 2 cani, 1 senzatetto, il quale si accompagna ai 4 gatti e i 2 cani di cui sopra. E mi sembrava anche che avesse proposto, pochi giorni fa, di allargare l’area ecopass, ma forse mi sbaglio, non mastico ancora bene il marziano, lingua che Moratti & Co. parlano correntemente.
Non entro nel merito della proposta - a me basterebbe vedere i mezzi pubblici viaggiare 24h su 24h e potenziati in quantità, qualità ed estensione di tutte le reti, e, va da sé, il traffico e lo smog già calerebbero vertiginosamente senza bisogno di pass di sorta – ma ammettendo e non concedendo che possa essere una buona proposta, domanda: perché non l’ha fatto prima? Cosa glielo ha impedito? E mi rispondo: ovvio, non era la Moratti sindaco di questa città. Così come leggendo il programma per Milano delle forze che sostengono la marziana Moratti, mi vien da dire bene, ma perché non l’hanno fatto? E guarda un po’, anche quando leggo dei proclami sulle cose fatte, si rafforza in me l’impressione che questi esseri non hanno abitato qui. Evidentemente soffro io di distorsione spazio temporale: l’Expo toccasana di ogni male? Eppure se da casa mia attraverso la strada e guardo i terreni dove dovrebbe sorgere l’orgoglio italiano, vedo esattamente, esattamente ciò che vedevo nel 2008. Mah! Faccio un giro sui Navigli e mi scappa l’occhio su quella putrida pozza infestata da cantieri mai finiti che è la Darsena (dove attraccavano le chiatte che portavano i marmi del Duomo, per intenderci, fulcro di quel sistema idrico che porta la firma di Leonardo) e la vedo così come la vedevo nel 2006. Mah! Prendo un’automobile (non mia, che è stata rubata alla faccia di ogni pacchetto sicurezza) decido di percorrere la circonvallazione e sono imbottigliato nel traffico così come nel 2007. Mah! In circonvallazione c’è un semaforo ogni 200 metri: uno rosso, uno verde, uno giallo, uno rosso, uno giallo, uno con le lampade bruciate e l’altro che guarda lo spigolo di un palazzo, e quando mi scatta il verde a quello dopo scatta il rosso, che bello: come nel 2009. Mah! Vado a una cena da amici, si mangia e si beve, non prendo l’auto causa se uno beve non guida e a mezzanotte e mezza mi accorgo che la metro è già chiusa, come nel 2005. Mah! Scendo in Stazione Centrale alle 20:30 e attraverso piazza Duca d’Aosta con la sensazione di poter essere derubato, aggredito, di schiacciare una cacca di cane, di dover fare lo slalom tra rifiuti di sorta esattamente come nel 2006. Mah! Eppure è bastato che le forze che sostengono Pisapia organizzassero un concerto per riempire la piazza di cultura, di gente festante, di vita!
Ma Milano, stupido io, è un caso a parte: fino a ora è stata governata da non si sa chi: solo ora è sbarcata la marziana Moratti che sistemerà le cose. Almeno queste piccole, piccole cose.
Arrivo a casa e, caso raro, accendo il tv: Bossi vuole sparpagliare Ministeri ai quattro angoli della penisola. Toh! Come nel 1992, come nel 1994, nel 1996, nel 2001, nel 2006, nel 2008.
Anche lui deve essere un vicino di casa della Moratti: citofonare casa Asimov, Fantasiland, Marte.

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