Il solo aspetto della propria condotta di cui ciascuno deve rendere conto alla società è quello riguardante gli altri: per l'aspetto che riguarda soltanto lui, la sua indipendenza è, di diritto, assoluta. Su sé stesso, sulla sua mente e sul suo corpo, l'individuo è sovrano.

domenica 21 agosto 2011

Carcere di Opera: 12 agosto 2011

Di seguito qualche impressione sulla mia visita alla casa di reclusione di Opera, avuta con il Consigliere Regionale lombardo Enrico Marcora, con il quale si collabora sul tema carceri.

E' la prima volta che entro in un carcere e lo faccio in quello dove sono reclusi i "detenuti veri, quelli pericolosi"  mi sarà detto successivamente nel corso della visita.
Ci accolgono e ci accompagnano la vicedirettrice, Maria Vittoria Menenti, e il comandante della polizia penitenziaria, Amerigo Fusco. Nel breve briefing che si tiene nell'ufficio della vicedirettrice, ci vengono fornite alcune cifre riguardanti l'istituto: cifre che non si discostano da quelle raccolte da Rita Bernardini nella sua visita dell'11 aprile: circa 1300 detenuti su un totale ufficiale di 1550 - ci viene confermato che nelle celle "singole" sono ospitati due detenuti - un organico previsto di 720 unità per il personale di polizia, ma attualmente ne sono presenti poco più di 550. Alla richiesta di visitare la sezione del 41-bis, ci viene data massima disponibilità, ma l'autorizzazione per accedervi avrebbe portato via parecchio tempo alla nostra visita, quindi desistiamo.

venerdì 12 agosto 2011

Il sistema e la rete: il sacco d'Italia.

Prefazione ex post: avevo iniziato a scrivere questo articolo un po' di tempo fa con tutta l'intenzione di concentrarmi sul ritardo delle infrastrutture del trasporto a Milano.
Con l'andare del tempo e man mano che le informazioni che andavo cercando prendevano corpo, mi sono infilato nel labirinto, nei gangli, nelle connessioni di potere, nei sistemi di interesse che, oggi più ancora che nella cosiddetta Prima Repubblica, avvelenano il Paese.
Da radicale, mi sono chiesto se, quando denunciamo l'illegalità palese della Republica, ci riferiamo solo alle conseguenze del sistema, oppure se intendiamo veramente portare avanti un discorso più ampio, che arrivi a stravolgere il sistema malato, e con quali mezzi e strumenti, oggi decisamente limitati, per cause esogene, ma non solo. Quando parliamo di liberalizzazioni, legalizzazioni, di anagrafe pubblica degli eletti, di trasparenza...
Eppure siamo ancora gli unici che hanno la storia, le facce, il coraggio per, come mi diceva poco tempo fa un compagno radicale, "continuare a lolttare contro i mulini a vento e non lasciarsi pervadere dal pensiero che gli italiani hanno ciò che si meritano".